COPPIA DELL’ACIDO, CONFERMATA IN APPELLO L’ADOTTABILITA’ DEL FIGLIO

 

Il piccolo nato dalla relazione tra Martina Levato e Alexander Boettcher vivrà in una famiglia completamente estranea all’intera vicenda giudiziaria che accomuna i suoi due genitori. Il Tribunale per i Minorenni aveva dichiarato adottabile il piccolo già lo scorso ottobre ma ora, per i due ex amanti, la speranza di poter esercitare la potestà genitoriale, diventa sempre più labile. La Corte d’Appello di Milano ha confermato l’adottabilità del bambino. I giudici della sezione Minori e famiglia hanno infatti respinto i ricorsi presentati sia da Martina che da Alexander.

Un duro colpo per entrambi, soprattutto per l’ex bocconiana che poche settimane fa, davanti ai giudici della Corte d’Appello aveva dichiarato, in lacrime, che non avrebbe mai smesso di lottare per il suo bambino. Dichiarazioni che fanno pensare a un probabile ricorso in Cassazione. A entrambi i genitori, ora, non resta infatti che la Suprema Corte, l’ultimo grado per vedersi riconosciuta la possibilità di educare il figlio. Una possibilità sulla quale, però, al momento, pesano le parole della Sezione Minori che scrive: “ solo chiudendo gli occhi sulle conseguenze sanzionatorie di condotte così allarmanti si potrebbero prospettare soluzioni favorevoli alle richieste dei due genitori che lasciano allibiti nella loro folle aspettativa di maternità e di paternità”. In pratica i giudici, nel provvedimento mettono in evidenza il contesto in cui è maturato il concepimento e parlano di fatti efferati. Soltanto ignorandoli, proseguono i magistrati, si potrebbe pensare di restituire il figlio a chi lo ha generato.

Si chiude così, salvo ricorsi in Cassazione, la vicenda più delicata dell’ormai ex coppia dell’acido. E cioè quella legata al futuro del piccolo nato il 15 agosto del 2015. Resta invece aperta quella giudiziaria dei suoi due genitori. Martina Levato, condannata a 20 anni, poche settimane fa dai giudici della Corte d’Appello e quella dell’ex broker. Alexander Boettcher, che si è sempre dichiarato innocente ma ha risarcito le vittime, in Appello è stato condannato a 14 anni, per il caso Barbini. Per gli altri blitz, in Primo grado, a 23. Tornerà per il Secondo grado, il prossimo 4 maggio. Intanto, nel carcere di Bollate dove è detenuto, si è iscritto all’università Bicocca.   

 

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