DYBALA ALLA RICERCA DEL SORRISO PERDUTO

Rino Gattuso rimase sulla panchina del Palermo solo sei giornate, era il campionato di Serie B 2013/14. Un periodo breve, come piace a Zamparini, ma sufficiente per conoscere un giovanissimo Dybala, all’epoca quasi ventenne, un ragazzo molto allegro, racconta Gattuso, che oggi non vede più lo stesso sorriso sul volto del numero 21 bianconero. Difficile capire le ragioni di questo turbamento, se di ciò si tratta.

Di certo fino a questo momento la sua stagione non è andata come ci si aspettava. Se la prima era stata quella della rivelazione infatti, la seconda doveva celebrare la sua consacrazione a fuoriclasse. Non che non lo sia, ma ad oggi tra i suoi compagni di squadra c’è chi è stato più decisivo di lui. Forse a offuscare la sua stella è l’ombra di un bomber famelico come Higuain, oppure a renderlo poco sereno sono i continui rinvii di un rinnovo che doveva arrivare a gennaio e  che non è ancora stato siglato.

I numeri sembrerebbero confermare la flessione di rendimento, visto che un anno fa di questi tempi aveva segnato qualche gol in più rispetto agli otto realizzati in questa stagione tra campionato e Champions League, ma bisogna considerare anche l’infortunio che lo ha tenuto in infermeria per un mese e mezzo, nonché, nuovamente, la presenza accanto a lui di un cannibale come il Pipita, che non a caso è il più pagato della rosa, con sette milioni e mezzo all’anno. Uno stipendio cui ambisce anche Dybala, al quale si chiede ora di dimostrare di non essere da meno anche in campo.

 

 

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