OMICIDIO A CALCINATO. DIETRO IL DELITTO L’OMBRA DELLA DROGA

E’ un contesto di degrado e disagio sociale quello nel quale è maturato l’omicidio avvenuto a Calcinato, nel bresciano. Col passare delle ore prende sempre più corpo, infatti, l’ipotesi che dietro la morte di Gennaro Esposito ci sia una lite, scoppiata per motivi legati allo spaccio. I carabinieri di Desenzano, titolari dell’inchiesta, hanno già fermato il presunto assassino: si tratterebbe di un 34enne, originario del Senegal, amico della vittima, con alle spalle qualche precedente per droga.

Un delitto che si è consumato lungo questa strada, in via San Germano, non lontano dal centro del paese. Da una prima ricostruzione sembra che i due abbiano prima avuto una violenta discussione poi il senegalese, armato di coltello, si è scagliato contro la sua vittima. Lo ha colpito finchè l’uomo non è stato più in grado di reagire: è morto poco dopo in ospedale. A dare l’allarme i vicini.

Quando i carabinieri sono arrivati hanno trovato il presunto responsabile in casa, mentre cercava di lavarsi dal sangue. A confermare che i due si conoscessero è la stessa moglie, di origini africane, della vittima. E’ lei a raccontare che poco prima di morire il marito aveva incontrato l’uomo sospettato del delitto.

Incensurato, disoccupato, la vittima lascia, oltre alla moglie, due bambine piccole. Una famiglia disagiata, che viveva grazie all’assistenza del Comune.

 

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