Videogruppo: Lingotto: chiusura con il botto

Matteo Renzi ha chiuso la kermesse del Lingotto convinto che dal punto di vista della partecipazione «abbiamo fatto il botto». Cinquemila persone secondo gli organizzatori sono intervenute nel primo appuntamento in vista delle primarie Pd del 30 aprile. «Questa comunità non si rompe» ha detto l’ex Premier che ha poi sottolineato alcune specificità di Torino a partire dall’industria. «Dieci anni fa non era scontato che la Fiat avesse un futuro. Il fatto che ci siano degli investimenti e dei programmi vuol dire che ci sono uomini e donne che sono tornati in fabbrica a lavorare. Se volete difenderlo il lavoro bisogna crearlo, non fare convegni. Io difendo chi crea lavoro». Renzi ha poi citato il Museo Egizio come esempio di gestione di un ente culturale.
ll folto pubblico del Lingotto ha poi tributato una lunga standing ovation a Piero Fassino; sorpreso l’ex sindaco di Torino: «Non fatemi commuovere prima dell’intervento» ha detto. Poi ha proseguito con un discorso che ha esaltato più volte il popolo del Pd come quando ha ricordato che: «Il riformismo dall’alto è un riformismo senza popolo. La riforma è condivisione, cittadinanza attiva e partecipazione democratica. Perché il cambiamento va gestito. La politica riformista non si fa senza un forte soggetto riformista che la fa vivere».

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