PIOLI HA POTENZIATO E NORMALIZZATO L’INTER

Ad Appiano Gentile l’indicazione è quella di non guardare la classifica, ma alla fine i conti si faranno proprio lì e una qualificazione Champions incoronerebbe Stefano Pioli, mentre un quarto-quinto posto ridurrebbe quasi certamente il peso di un cambio di marcia comunque netto e importante.

L’ex mister di Chievo, Bologna e Lazio ha infilato 12 vittorie su 16 partite di campionato da subentrante alla guida di una squadra che con De Boer aveva collezionato 4 successi su 11. Numeri che parrebbero non lasciare adito a obiezioni e critiche, eppure i fantasmi di Conte e Simeone non scompaiono mai definitivamente dalla panchina nerazzurra. Varrebbe davvero la pena cambiare ancora allenatore – prendendo sì un top, ma dovendo probabilmente concedere ancora tempo a tutti per digerire l’ennesimo adattamento? Dall’altra parte va fatta anche un’altra valutazione: da quando è arrivato all’Inter Pioli ha recuperato 3 punti sulla Lazio, 1 sulla Roma e ne ha persi 2 dal Napoli. Il paragone coi competitor, insomma, non rivela un rendimento nettamente al di sopra delle dirette rivali. Senza dubbio l’Inter con Pioli è stata potenziata – come da sua dichiarazione d’intenti – e normalizzata, nel senso che è stata riportata a viaggiare ai ritmi di una squadra da qualificazione Champions. Basterà a Suning per non pensare a un altro mister? Quel che forse la dirigenza cinese dovrebbe chiedersi viceversa è se un altro allenatore, subentrato nella medesima situazione, avrebbe ottenuto risultati migliori di quanto fatto da Pioli. Ma questo è solo un esercizio di fantasia che non può avere alcuna controprova pratica.

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