Contro alla rovescia per Yonghong Li: 22 giorni al closing

Sette aprile 2017. 140 milioni ancora, subito, tra oggi e domani o addirittura lunedì. 180 che ne mancano, per il saldo finale. Il che significa 10 milioni al giorno da rastrellare.

 

Sono questi i numeri di Yongong Li, quelli riaggiornati, cifre e tempi che tengono con il fiato sospeso Fininvest quanto i tifosi del Milan: di scontato non c’è più nulla, da tempo, anche se la macchina che porta verso l’ormai mitologico “closing” in qualche modo, a strattoni, sembra ancora muoversi.

 

Dal lato rossonero i quasi 350 milioni in cassa cambiano le prospettive strutturali, cambiano la sostenibilità della società in seno al casato Berlusconi, magari con il presidente che potrebbe anche tornare a valutare la possibilità di scorporare il Milan dal gruppo Fininvest attraverso il proprio patrimonio personale.

 

A oggi però serve restare ai fatti ed evitare scenari: Sino Sport Europe ha sempre meno l’aspetto di un fondo, ma in fondo ci vuole arrivare. Fassone e Mirabelli restano congelati. Galliani nella posizione forse più scomoda possibile. Ma tant’è. Con la procura di Milano che si è fatta viva, trovandosi di fronte all’assoluta liceità del denaro fin qui immesso da Yongong Li (proveniente da Hong Kong); al vaglio però potrebbe restare la procedura fin qui attuata per quello che a oggi resta il più grande rebus del calcio italiano dell’ultimo biennio. Suning sulla sponda nerazzurra è fin qui un punto di riferimento, di paragone, piuttosto imbarazzante. Più che altro perché il Milan, il gruppo squadra, il mondo rossonero in generale, non riescono proprio a guardare avanti.

 

Ventidue giorni, in fondo, sono una pausa nazionale e una partita appena di campionato…

 

 

 

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