SERIATE, TRACCE DI SANGUE SUL CANCELLO

Emergono ulteriori dettagli circa il contenuto della relazione consegnata in procura dal reparto scientifico dei carabinieri dopo tutti gli accertamenti svolti all’interno della villetta di Piazza Madonna delle Nevi a Seriate.

Dopo la mancanza di tracce estranee per la quale la difesa ha già promesso di fare un ulteriore sopralluogo nella casa, le indagini si sono concentrate sulla presenza di tracce di sangue sul cancello posto sul retro della villetta.

Due le ipotesi. La prima andrebbe a suffragare la tesi del marito della vittima, Antonio Tizzani, il quale ha sempre sostenuto di aver visto un uomo incappucciato trafugare nella borsa della moglie prima di fuggire dal retro della casa scavalcando il cancelletto sopra il quale sono state trovate le tracce di sangue. Ecco spiegata la presenza di tracce di sangue della povera moglie in quei punti.

La Procura però, pur non escludendo del tutto la pista del malvivente entrato in casa per uccidere la donna, ha sempre pensato che i racconti di Tizzani non fossero del tutto convincenti. E potrebbe anche essere che lo stesso Tizzani abbia toccato la recinzione dopo aver ucciso la donna, per verificare se qualcuno stesse passando nel vialetto oppure per depistare gli inquirenti, disorientati ancor di più due mesi dopo a causa del ritrovamento dell’arma del delitto in un luogo non lontano dall’abitazione dei Tizzani in un sacchetto contenente dei guanti in lattice con un dna ignoto.

Sono gli stessi guanti utilizzati dall’assassino oppure ne sono stati fatti trovare altri per confondere le indagini? E poi ancora. Se Tizzani avesse davvero trasportato le tracce di sangue sul cancelletto avrebbe avuto i panni sporchi , o addosso, oppure in casa. E invece, a quanto si è appreso, non sono stati trovati abiti insanguinati in casa e nemmeno in lavatrice. Se dovessero esserci altri elementi importanti però nella relazione dei Ris, allora tutto potrebbe cambiare e non proprio a favore del marito. Ma per dare una risposta definitiva occorre attendere qualche giorno.

Siamo ora di fronte a un bivio: o ci sono prove contro il marito e dunque il pm chiederà il processo per l’ex ferroviere, oppure non ci sono elementi sufficienti per incastrarlo, come sostengono a più riprese i familiari di Antonio.

 

 

 

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