GOMORRA IN LOMELLINA, DROGA NELLE CASSETTE DELLE BIBITE

Ruotava tutto attorno a un bar del centro di Vigevano: dalle cassette delle bibite, dove si nascondeva il quantitativo di droga, al linguaggio criptato, dove una tazzina di caffè era in realtà una dose di stupefacente, marjuana o cocaina. Col passare delle ore emergono nuovi scenari attorno all’inchiesta dei carabinieri di Pavia che ha permesso di smantellare una vasta rete di spacciatori attivi, tra Vigevano e alcuni paesi della Lomellina, Gambolò in particolare.

L’organizzazione era strutturata in maniera piramidale. Dai cosiddetti “cavallini”, piccoli spacciatori, ai pusher fino al capo: Antonio Canale, già arrestato nella prima operazione della Gomorra Vigevanese. Era il titolare del locale attorno al centro dell’inchiesta.

20 le persone finite in manette, parte delle quali ai domiciliari. Fondamentali per gli inquirenti, le intercettazioni dove si parla chiaramente anche di un vasto giro di armi.

 

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