Avvocato con villa risultava nullatenente

Dichiarava un reddito pari a zero o addirittura in perdita, ma aveva uno studio di oltre 300 mq in pieno centro storico di Torino, con affreschi ed importanti opere d’arte, una villa in collina, appartamento al mare per le vacanze e hobbies costosi. Un avvocato di fama internazionale, che è anche amministratore delegato di tre società britanniche, ha evaso imposte su un reddito di 200.000 euro.
L’indagine è partita da un controllo al Valico di Ponte Chiasso: i Finanzieri hanno trovato il professionista in possesso di documentazione riguardante la gestione di società con sede in noti paradisi fiscali, tra le tante, quattro a Panama e una nell’isola di Jersey in Gran Bretagna. Immediatamente sono partiti gli accertamenti del Gruppo Torino, che dopo numerosi riscontri, pedinamenti e appostamenti ha avviato una verifica fiscale. Nonostante l’avvocato non dichiari alcun reddito, la mole di documentazione contabile e extracontabile da analizzare è enorme, ma permette di dimostrare che il professionista non era in perdita, anzi doveva pagare al fisco imposte su un reddito di 200 mila euro, a cui adesso si aggiungeranno sanzioni e interessi.
L’avvocato, nel corso degli accertamenti, ha finto di essere separato, ha fittiziamente spostato la sua residenza nello studio (così i Finanzieri per accedere nel luogo in cui esercitava la sua attività professionale dovevano chiedere l’autorizzazione al magistrato), ha sostenuto di vivere abitualmente a Londra e, per rendere ancora più credibile il suo dissesto finanziario, ha richiesto il patrocinio a spese dello Stato.

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