DELITTO ROVERI, DNA AI COLLEGHI

Chi ha ucciso Daniela Roveri? A quasi 5 mesi di distanza gli inquirenti non riescono ancora a dare una risposta a quello che ormai ha preso le piega per essere un delitto perfetto. Le indagini proseguono su più fronti non senza molteplici difficoltà. Dal Dna potrebbero emergere novità importanti perché si sta cercando di capire a chi appartengano quelle due tracce maschili sulla guancia e su un dito della povera 48enne, uccisa nell’androne di casa con una coltellata alla gola.

Sono circa 230 i campioni prelevati tra vicini di casa, amici, conoscenti, frequentatori della palestra e infine colleghi di lavoro della Icra di san Paolo D’Argon, azienda presso la quale Daniela lavorava come responsabile amministrativo.

Il mistero resta. Chi in quei 10 minuti o poco più ha ucciso con un fendente preciso la manager di Colognola? Gli uomini della squadra mobile hanno spulciato i computer dell’azienda alla ricerca di qualche spunto interessante. La Roveri aveva una vita molto riservata. Pochi amici, tanti viaggi, spesso in compagnia della madre e la palestra come valvola di sfogo. Proprio lì pare avesse conosciuto un uomo il cui alibi però per quella sera resta fortissimo.

Al momento nessun Dna è risultato compatibile ed è per questo che la ricerca dell’assassino si fa sempre più complicata.

 

 

 

 

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