MENO DUE A CARDIFF

Meno due. E la temperatura Champions è di quelle ideali. Juventus e Real Madrid entrambe convinte, chi dall’alto di un ciclo senza precedenti, che ne irrobustisce i muscoli in vista dell’ennesima finale che è anche un appuntamento contro il destino e chi invece dall’alto del sentirsi sempre superiore, sempre all’altezza.

 

Insomma, il monarca Juve che prova a diventare imperatore contro chi detiene quello scettro. Massimiliano Allegri che sfida Zinedine Zidane, duello improponibile sul campo, nei tempi in cui armeggiavano nel cerchio centrale del campo.

 

Più allenatore il livornese, dicono; più carismatico il francese, suggeriscono. E allora la Juventus si aggrappa a quella voglia pazza di alzarla,  finalmente, ma anche alla sapienza tattica che può valere anche più della celebrata consapevolezza. Con Barzagli ad aiutare la truppa contro Cristiano Ronaldo e Benzema, con Dani Alves a scatenare nuove e antiche rivalità oltre che un palmares che fa rabbrividire anche le merengue.

 

Sacrificati, probabilmente, due razzi come Cuadrado e il “padrone di casa” Bale. Sono le carte degli allenatori per dare una possibile sferzata. Soprattutto la gara dovesse risultare bloccata, come nel precedente tra bianconeri e madridisti nel 1998. Soltanto che allora spuntò uno slavo che lam Juventus, giustamente, non vuol sentire nominare…

 

 

 

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