CHIESTO ERGASTOLO PER PELLICANO’

Giuseppe Pellicanò va condannato all’ergastolo. Il pm Elio Ramondini non usa giri di parole per chiedere la pena massima per il colui che il 12 giugno 2016 causò la morte di tre persone per aver manomesso i rubinetti del gas provocando l’esplosione della palazzina di Via Brioschi, a Milano.

La richiesta dell’ergastolo è stata motivata dalle numerose aggravanti che accompagnano il reato, confessato dallo stesso Pellicanò, apparso notevolmente dimagrito in aula, davanti ai familiari dei due ragazzi rimasti uccisi nell’esplosione e ai suoceri che si stanno prendendo cura delle due figlie.

L’uomo, secondo alcuni presenti in aula, ha persino sorriso in modo beffardo. Un atteggiamento che non ha fatto altro che mortificare ancor di più i parenti delle povere vittime, la cui vita è stata distrutta da quel tremendo botto in piena notte.

Dopo la requisitoria del Pm, a parlare sono state le parti civili che hanno formulato le loro richieste di risarcimento. 300 mila euro a testa per i genitori di Micaela Masella e 500 mila euro a testa per quelli dei giovani marchigiani.

La perizia d’ufficio ha accertato che Pellicanò soffre di un vizio parziale di mente tuttavia la pubblica accusa ritiene che l’uomo fosse consapevole di ciò che stava facendo, con una lucidità che non ha mai smarrito nonostante le lettere di pentimento scritte dallo stesso Pellicanò in carcere indirizzate alle famiglie dei due ragazzi.  

Dalle Marche sono arrivati anche due amici della coppia rimasta uccisa dall’esplosione. L’amico Emilio vuole ricordare Riccardo e Chiara organizzando un festival musicale dedicato proprio ai due ragazzi tragicamente scomparsi affinchè la loro memoria rimanga viva nella mente di chi li ha conosciuti.  

 

 

 

 

 

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