OMICIDIO A MILANO, “ORA PIU’ SICUREZZA”

Un quartiere che invoca più sicurezza. Tra fiori e messaggi che circondano la sua foto, così piazza Tirana, periferia milanese, ricorda Roberto, il 18enne nato in Italia da genitori egiziani, che sabato sera, ha perso la vita davanti a un bar all’angolo con via Inganni. Il dramma si è consumato in pochi minuti: una discussione con un marocchino, pregiudicato e irregolare, poi due colpi sferrati al cuore del ragazzo con un cacciavite. A scatenare la lite forse una sigaretta fumata in faccia al 18enne o forse uno sguardo di troppo. Di certo un motivo banale che al ragazzo è costato la vita: è morto poco dopo mentre il suo aggressore è stato arrestato dai carabinieri. Un intervento che gli ha evitato il linciaggio: nel quartiere era noto a tutti come un balordo. Dall’altra parte il ricordo della vittima. All’anagrafe, Halim Farouk Samir, si faceva chiamare Roberto preferendo il nome italiano a quelli egiziani. Aveva da poco cominciato a lavorare come muratore, fra due settimane sarebbe partito per trascorrere qualche giorno con i nonni in Egitto.

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