DELITTO DORNO, 30 ANNI A GARINI

30 anni. Questa la pena che deve scontare in carcere Roberto Garini, 51 anni, ex dipendente del San Matteo di Pavia, che il 28 giugno del 2016 ha ucciso la sua compagna Emanuela Preceruti nella casa di Via Passerini a Dorno. Il gup di Pavia ha contestato il reato di omicidio volontario in quanto l’uomo aveva sfondato la porta di casa della donna, inseguendola con l’arma in mano e facendo fuoco su di lei dopo averla rincorsa fino in bagno dove l’aveva crivellata di colpi alla testa e al torace.  A Garini è stato contestato anche il reato di lesioni ad una minorenne. La figlia 12enne della donna, infatti, aveva cercato di scappare dalla furia dell’uomo gettandosi dalla finestra, rimediando alcune fratture. Contestata anche la violazione di domicilio e il fatto di aver portato fuori da casa sua l’arma detenuta in quanto possessore di brevetto per uso sportivo. Il delitto era maturato per gelosia. La donna, infatti, da diverso tempo voleva andare via da Dorno vista la conclusione della storia assai tormentata. Garini non ci ha visto più e ha cominciato a sparare verso Emanuela Preceruti. Il tutto davanti alla figlia adolescente. Venite, ho ucciso la mia compagna. Aveva detto così ai Carabinieri Roberto Garini, personaggio ben noto a Dorno per la sua vita sopra le righe. Ora dovrà passare 30 anni in carcere per quell’efferato delitto che aveva sconvolto l’intera comunità pavese.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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