OMICIDIO MARILENA, SANGUE E SCHEDE SIM NEL MIRINO

Fu la moglie di Vito Clericò ad andare con Marilena Re nel 2014 in banca a ritirare quei soldi che alla fine la condannarono a morte. E altre cose potrebbe sapere la moglie dell’uomo accusato di aver ucciso la promoter di Castellanza.

Le indagini proseguono nel massimo riserbo.  Da analizzare, oltre alla misteriosa sparizione di una scheda Sim del telefono dei Clericò, anche quelle macchie di sangue rinvenute nel garage della villetta di Via Livorno di Garbagnate. Per Clericò le tracce apparterebbero al loro pastore tedesco ma, come nel caso delle macchie sui jeans, il Ris di Parma potrebbe smentire per la seconda volta la versione dell’accusato.

Questo potrebbe voler dire che la moglie di Clericò, indagata a piede libero, sappia qualcosa di importante ai fini dell’indagine nonostante il marito abbia riferito l’estraneità della moglie nell’occultamento del cadavere. Ma c’è un altro dettaglio da mettere in evidenza.

Il giorno dopo la scomparsa di Marilena Re, i coniugi Clericò attivano un’altra utenza telefonica con un vecchio cellulare e il sospetto degli inquirenti è che i due vogliano nascondere qualcosa. La sera precedente i due si recano a casa di Marilena chiedendo addirittura alla figlia di Carlo Buzzi come poter sistemare la questione della scheda sim , persa, o smarrita appositamente per non lasciare tracce significative.

Clericò continua a riferire di aver paura. Ma chi starebbe coprendo il 64enne di Garbagnate, che ha confessato l’occultamento, ma non l’omicidio della povera donna? La storia arriva da lontano e Marilena Re sarebbe stata raggirata proprio dai Clericò che ora si chiudono nel silenzio. Potrebbero aver meditato addirittura la fuga, ma i Carabinieri sono arrivati prima, inchiodando l’uomo che ha condotto poi gli inquirenti nell’orto di Via Volta a Garbagnate per la macabra scoperta.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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