OMICIDIO RHO, SVOLTA NELLE INDAGINI

Sono passati quasi due mesi ma attorno alla morte di Antonietta Migliorati rimangono ancora tanti interrogativi. La donna con la passione per la cartomanzia conosceva il suo assassino? Perché è stata uccisa? Dove si trova il coltello usato per l’omicidio? Dubbi questi sui quali i Carabinieri del nucleo investigativo di Monza e quelli della Compagnia di Rho stanno investigando. Qualche risposta però potrebbe arrivare dal confronto che gli inquirenti faranno del materiale genetico rivenuto sul corpo della 73enne.

La donna infatti fu trovata morta lo scorso 17 agosto della sua abitazione di via Belvedere a Rho dalla figlia Stefania. Antonietta infatti è morta dissanguata a causa delle profonde ferite al collo ma la macabra scoperta fu fatta solo in serata, dopo che la figlia aveva telefonato per tutto il pomeriggio alla madre senza avere risposta. Ma ora la risoluzione del giallo potrebbe essere vicina. Tra le diverse persone che sono state sentite nei giorni immediatamente successivi all’omicidio dai Carabinieri e dal Pm Antonio Cristillo, è stato prelevato del materiale genetico che sarà confrontato con il DNA trovato sulla scena del crimine.

E dunque forse si avvicina il momento di tirare le fila di un’indagine fatta, oltre che di esami in laboratorio, anche di immagini delle telecamere di videosorveglianza, di intercettazioni telefoniche, di rilievi e di interrogatori.  Il tassello mancante potrebbe essere proprio quello del DNA? Ad ogni modo, gli investigatori potrebbero essere vicini al nome dell’assassino, che non è escluso sia già iscritto nel registro degli indagati. Rimane da capire il movente dell’omicidio. Perché tanta rabbia e ferocia nei confronti dell’anziana? Secondo chi la conosceva, la donna non aveva nemici, ma molto probabilmente sapeva chi era il suo assassino, tanto da aprirgli e accoglierlo in casa sua prima di essere barbaramente uccisa.

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