UN ROMPICAPO IL GIALLO DELL’AVVELENAMENTO DA TALLIO

Sono giorni di dolore e incredulità  per la famiglia Del Zotto. Dopo la morte del papà  Giovanni Battista di  94 anni e della figlia  Patrizia di 62 anni, restano ricoverate all’ ospedale di Desio la mamma di 87 anni che versa in gravi condizioni, la figlia di 58 e la badante 57enne degli anziani coniugi. Nella giornata di martedì sono arrivati anche gli esiti delle analisi effettuate  dal centro antiveleni di Pavia  su altri 4 componenti della famiglia tra cui Domenico, il terzo figlio,  anche lui è stato per un giorno  quest’estate nella casa di Varmo, in Friuli. Gli esami hanno fatto  emergere un alta concentrazione di tallio asintomatico nel marito della signora  deceduta che è stato convocato per  un monitoraggio delle condizioni cliniche, mentre sono negativi gli altri 3 familiari. Tra le  ipotesi quella dell’ acqua del pozzo contaminata ma  fa sapere Domenico, è la stessa acqua che bevono  i vicini  che non hanno avuto alcun problema inoltre lo stesso sindaco di Varmo ha escluso il coinvolgimento  dell’ acqua  di falda del suo comune. Sorge quindi il dubbio  che il problema non sia stato originato durante la permanenza in Friuli. Gli inquirenti  stanno  facendo verifiche  anche nell’abitazione di Nova Milanese. Intanto la Procura  ha disposto l’autopsia sui corpi  di Giovanni Battista e Patrizia Del Zotto. Il fascicolo sui decessi è finito  sul tavolo del pm  Vincenzo Nicolini e si spera  di trovare risposte dall’ esito  dell’ esame medico legale a seconda che i residui del metallo pesante  vengano rinvenuti  nei polmoni o nel fegato  di padre e figlia  per decretare se l’avvelenamento sia avvenuto per inalazione o ingestione.

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