CAPPATO A PROCESSO A MILANO

E’ cominciato in un’aula gremita il processo a carico di Marco Cappato, il radicale che ha accompagnato Fabiano Antoniani, più conosciuto come Dj Fabo, in una clinica svizzera per porre fine alla sua sofferenza dopo aver subito un incidente avvenuto nel 2014 che lo aveva reso cieco e tetraplegico.

Cappato, dopo l’imputazione coatta disposta dal Gip, ha chiesto di andare a processo con rito immediato, saltando l’udienza preliminare. In aula è stato proiettato il video integrale del servizio delle Iene per dimostrare le condizioni in cui si trovava Dj Fabo e i Pm hanno chiesto e ottenuto di acquisire al dibattimento una copia del codice penale svizzero, i certificati medici, le indicazioni delle terapie che il ragazzo assumeva e la posologia dei farmaci.

Tra i testi della procura anche la madre di Dj Fabo e la fidanzata Valeria che gli è sempre stata accanto. Cappato, lo ricordiamo, si era presentato ai Carabinieri per autodenunciarsi, facendo un atto dimostrativo molto forte per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema del fine vita.

Sit in pro Cappato e contro Cappato all’esterno del Tribunale. L’Associazione Luca Coscioni ribadisce anche in questo processo l’importanza della Costituzione rispetto ad un codice risalente al periodo fascista. Partito #conCappato per quanti vorranno sostenere simbolicamente o concretamente la battaglia del radicale che tornerà in aula il prossimo 4 dicembre, in cui saranno sentiti tutti i testimoni.

Di tutt’altro avviso coloro che hanno manifestato davanti all’ ingresso laterale del Palazzo di Giustizia. Slogan religiosi e cartelli a favore della vita e contro la scelta di accompagnare al suicidio una persona malata.

 

 

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