SASSO KILLER, ARRIVA IL RIS

Da una parte i sopralluoghi nel quartiere, dall’altra le analisi del Ris di Parma. Si lavora senza sosta per dare un volto e un nome a chi, giovedì scorso, dal terrapieno della provinciale 121, a Cernusco sul Naviglio, ha lanciato un sasso. Una pietra da oltre un chilo che ha colpito la macchina sulla quale, assieme ad altre quattro persone, viaggiava Nilde Caldarini. La donna, 62 anni, di Cernusco non è stata colpita dal masso, come nessuno degli occupanti, ma è morta in seguito allo shock che le ha causato un arresto cardiaco. Il sasso in questione, a breve, sarà spedito nei laboratori del Ris di Parma. Si spera possa dare risposte circa eventuali impronte. Sulla vicenda intanto indaga la Procura di Milano che ha aperto un’inchiesta per “morte in conseguenza di altro reato”. I carabinieri hanno passato al setaccio tutta la zona. Si teme possa essere stato un gruppo di ragazzi, forse residenti nel quartiere.

Un gioco fatto per abbattere la noia che ha riportato la Lombardia a quel tragico 22 aprile dell’86, quando per la prima volta da un cavalcavia della Milano-Lentate fu lanciato un sasso. La pietra colpì, uccidendola, una bambina di 2 anni e mezzo. Si attendono intanto gli esiti dell’esame autoptico sul corpo di Nilde Caldarini, l’autopsia è stata eseguita questa mattina anche se pochi sono i dubbi: la donna è morta per un infarto causato dallo shock. Una fine assurda, con ancora tanti punti da chiarire.

 

 

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