CAZZANIGA E TARONI, L’ESITO DELLA PERIZIA

Sani di mente e capaci di intendere e volere. Così è stato disposto dalla perizia richiesta dalle difese di Leonardo Cazzaniga e Laura Taroni, lui ex medico del Pronto Soccorso dell’Ospedale di Saronno e lei, sua ex amante ed ex infermiera, accusati in concorso degli omicidi del marito, della madre e del suocero della donna.

Esclusa l’infermità mentale, gli esami hanno poi stabilito che Cazzaniga soffre di un disturbo narcisistico della personalità. Si sentiva il migliore dei medici per la vastità delle sue competenze. Si considerava un Dio, come ripetevano alcuni suoi colleghi di corsia, ma ciò non intacca le sue facoltà intellettuali. Al momento dei presunti fatti, il medico era pienamente cosciente.

Dalla perizia «non sono emersi elementi di sudditanza di uno rispetto all’altra» ma «una volontà indipendente» da parte dei due coinvolti. Qui però sono cominciati gli scontri a distanza con  la sua ex amante. Gli avvocati di Cazzaniga hanno cercato di confutare in pieno il racconto di Laura Taroni in aula. Non vi è prova, sostengono i legali del primario, che Cazzaniga abbia iniettato nella giugulare di Maria Rita Clerici, madre di lei, la dose letale di medicinale che provocò la morte della donna.

Un episodio che, tra l’altro, la donna non ricorda il 31 gennaio di un anno fa e invece riferisce più tardi nel colloquio con il consulente psichiatrico. La Taroni descrive una confezione color bianca e marrone con la scritta Fibrinolitico.

La difesa di Cazzaniga però obietta che in Ospedale queste confezioni non esistono. C’è di più. L’ex infermiera prende spunto da ER medici in prima linea per ricordare l’episodio in oggetto.

La battaglia poi è proseguita anche sulla morte di Luciano Guerra, il suocero della Taroni. Lei dice di aver visto  il suo ex amante nella stanza dell’uomo. Secondo i difensori dell’ex primario del Pronto Soccorso, Cazzaniga era al suo posto e nessuno lo avrebbe visto nel reparto di Medicina. Il 16 gennaio nuova udienza, quella delle possibili richieste di rinvio a giudizio.

 

 

 

 

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