L’INTER DI THOHIR NEL MIRINO DELLA GUARDIA DI FINANZA

Dopo le notizie sul passaggio di proprietà del Milan a Yonghong Li, il quotidiano La Stampa esce con una novità analoga sul fronte Inter. Secondo quanto scritto dal giornale di Torino, infatti, la Guardia di Finanza avrebbe posto la lente d’ingrandimento anche sul denaro utilizzato da Erick Thohir tra il 2013 e il 2015 per l’acquisto del club nerazzurro.

L’obiettivo è chiarire l’origine dei 79 milioni di euro necessari per acquisire l’Inter da Massimo Moratti. Nell’articolo della Stampa è riportato il fatto che sarebbero già state sentite in procura persone che avevano avuto un ruolo diretto nella ricapitalizzazione. Per estinguere il debito lasciato dalla precedente gestione, Thohir avrebbe creato un meccanismo di prestito garantito che però i fatturati successivi non hanno saputo sostenere. Dopo soli 3 anni il passaggio a Suning che – tuttavia – ha fruttato una importante plusvalenza per l’indonesiano, oggi ancora in carica come presidente. Non è certo la prima volta che vengono sollevati dubbi sul tema. Nel 2015 il Corriere della Sera sollevò il velo su una complicata architettura di scatole cinesi che Thohir utilizzava per controllare l’Inter attraverso società con sedi in paradisi fiscali.

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