MORTI SUL LAVORO, MILANO SALUTA GIUSEPPE SETZU

Una chiesa che fatica a contenere le persone. E’ un dolore straziante ma composto quello che si è stretto attorno alla famiglia di Giuseppe Setzu, uno dei 4 operai della “Lamina”, morto sul lavoro. La moglie, l’anziana madre arrivata dalla Sardegna, gli amici e i colleghi. Ci sono tutti per l’ultimo saluto al 48enne che ha perso la vita nel tentativo di salvare i suoi colleghi.

Presenti alla cerimonia numerose autorità cittadine, dal questore, al prefetto al sindaco Giuseppe Sala che per la città di Milano ha proclamato il lutto cittadino. Il primo cittadino, parlando con i giornalisti, ha precisato che sul tema della sicurezza sul lavoro non occorrono nuove leggi ma più controlli.

Al dolore della famiglia si è stretto anche l’arcivescovo Mario Delpini, con un messaggio letto durante l’omelia dal parroco.

Tra la folla anche il titolare dell’azienda che però non ha voluto rilasciare alcuna dichiarazione. La fabbrica intanto è stata dissequestrata per permettere ai dipendenti di tornare a lavoro. Sotto sequestro resta però l’area in cui si è verificata la tragedia. Due i punti principali da chiarire: perché ci fosse un’alta concentrazione di argon, il gas risultato letale, e perché non abbia funzionato l’allarme di sicurezza. Venerdì pomeriggio a Muggiò i funerali dei fratelli Barbieri, Giancarlo ed Arrigo. Ancora da fissare le esequie di Marco Santamaria, il quarto operaio morto sul lavoro.

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