Morti Saronno, altri due casi sospetti

Due nuove morti sarebbero addebitate al dottor Leonardo Cazzaniga, l’ex primario dell’Ospedale di Saronno accusato di aver causato il decesso di undici persone attraverso un mix di farmaci letali. Questo secondo l’accusa nel processo che si sta svolgendo presso il Tribunale di Busto Arsizio.

Gli ultimi due casi riguardano due malati morti tra novembre e dicembre 2010 all’Ospedale di Saronno. Federico Mascazzini, di Cislago, aveva 75 anni e un tumore avanzato. Morì il 14 dicembre 2010.  A Pietro Oliva, 84 anni, residente a Saronno, gli avevano dato un anno di vita a causa di un brutto tumore. Il 7 novembre 2010 morì anche lui in Ospedale. Lo aveva portato il nipote per assicurargli l’ossigeno per la notte.

Secondo l’accusa Cazzaniga avrebbe adoperato il suo ormai famoso protocollo anche con questi due pazienti affetti comunque da malattie terminali. Occorrerà capire se e quanto questo cocktail di farmaci possa aver contribuito al decesso dei malati, spesso deceduti in un lasso di tempo così breve da destare sospetti da parte persino dei familiari.

Sospetti però rimasti tali fino a al momento in cui è scoppiato il caos Cazzaniga, pronto a difendersi davanti alla corte d’Assise di Busto Arsizio, assistito dai legali Ennio Buffoli e Andrea Pezzangora. L’ex medico ha scelto di affrontare il dibattimento convinto di avere le sue carte da giocarsi al processo.

L’ex primario, detenuto nel carcere di Busto, ha difeso più volte il suo operato. Nessuna volontà di eliminare i pazienti affidati alle sue cure in Pronto Soccorso. Al contrario, la sua era una scelta terapeutica per alleviare le sofferenze a pazienti gravemente malati. Una scelta ispirata a un senso di pietà, come spiegato dallo stesso dottore ai magistrati. In concorso con la sua ex amante, Laura Taroni, il medico è accusato anche degli omicidi in ambito familiare, quello del marito di lei, Massimo Guerra, e della madre dell’infermiera, Maria Rita Clerici.

Per quanto riguarda invece il decesso del suocero di Laura Taroni, Luciano Guerra, il pm ha chiesto l’assoluzione per la donna. Il 26 febbraio è prevista la sentenza dell’abbreviato per l’ex infermiera  per la quale l’accusa ha chiesto 30 anni di reclusione.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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