A Milano le donne contro la mafia e il bullismo

Di Nicoletta Cammarota

Dal giorno dell’aggressione di suo figlio, lei, non si è mai fermata. Ha sfidato persino le minacce di chi le chiedeva di tacere.

Maria Luisa Iavarone, docente universitaria, ma soprattutto madre di Arturo, il 17enne accoltellato, poco prima di Natale, da un gruppo di minorenni senza un perché. Da allora porta la sua testimonianza soprattutto ai giovani. “Il fenomeno del bullismo_ racconta Maria Luisa Iavarone_ è fatto da giovani che hanno giornate vuote e che riempiono con la violenza. E’ un problema sul quale si deve interrogare anche la politica”.

Parole forti che risuonano nell’auditorium del Pirellone, davanti a una platea di studenti. Forte, anche il contesto: una giornata organizzata per ricordare le donne che si sono ribellate alla Mafia. Da Rita Atria, collaboratrice di giustizia, morta suicida a 17 anni dopo l’attentato al giudice Borsellino, il magistrato nel quale aveva riposto fiducia e speranze, fino al caso, tutto milanese di Lea Garofalo.

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