Marcheno, l’inchiesta passa alla Procura

Di Mario Bozzoli, l’imprenditore di Marcheno, in provincia di Brescia, svanito l’8 ottobre del 2015 e mai più ritrovato non si sa più nulla: ricerche e indagini sono avvolti in un grande mistero. I termini dell’inchiesta giudiziaria sono scaduti nel dicembre 2017, dopo che nel registro degli indagati, con l’accusa di omicidio volontario e distruzione di cadavere, erano stati iscritti i nipoti della vittima Alex e Giacomo Bozzoli e i due operai della fonderia dove sarebbe avvenuto il delitto, Oscar Maggi e il senegalese Abu.

Ora, il colpo di scena: con un provvedimento firmato nelle scorse ore, la Procura Generale di Brescia ha avocato l’inchiesta Bozzoli. Ma c’è di più. il Procuratore generale di Brescia Pier Luigi Maria Dell’Osso avocherà a sé anche l’inchiesta sulla morte di Giuseppe Ghirardini, operaio della fonderia Bozzoli che scomparve sei giorni dopo il suo datore di lavoro e venne trovato senza vita a Case di Viso, vicino a Ponte di Legno.

Secondo l’accusa, l’imprenditore potrebbe essere stato ucciso all’interno della fonderia di Marcheno, gettato in uno dei forni dell’azienda. Gli inquirenti hanno interrogato i due nipoti di Mario Bozzoli che hanno ribadito la loro totale estraneità circa la scomparsa dello zio. Ancor prima era stato sentito anche il fratello di Mario, Adelio, cotitolare dell’azienda, fallita e finita all’asta. Anche lui aveva giurato , dopo un lungo confronto con il Pm, che i figli Alex e Giacomo non c’entravano nulla con la scomparsa del fratello.

Ma la domanda risuona ancora più forte in tutta la Valtrompia. Che fine ha fatto Mario Bozzoli? Le due famiglie lacerate dal dolore e dalle divisioni. Quelle stesse divisioni che non hanno portato ad un accordo sul futuro dell’azienda, ora passata in altre mani per circa 4 milioni e mezzo di euro.

Che cosa è successo all’interno di quella fabbrica l’8 ottobre 2015, dopo che Mario Bozzoli telefona alla moglie per dirle che sarebbe arrivato a casa poco più tardi? Si sono chiusi tutti nel silenzio, come a voler proteggere una verità che ancora non emerge, a distanza di anni. Chi invece continua a urlare la rabbia e la disperazione è la famiglia di Ghirardini, l’operaio della Bozzoli trovato morto nei boschi della Valcamonica , avvelenato da un’esca al cianuro e sparito alla vigilia di un interrogatorio davanti ai Carabinieri. Avrebbe rivelato qualcosa di sconcertante? Tutte queste domande e quelle relative alla scomparsa di Mario Bozzoli, ora sono in capo alla Procura generale che avrà il compito di riaccendere una luce che sembrava spenta e avvolta nel mistero.

 

 

 

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