TANGENTI SANITA’, L’IMPRENDITORE NON RISPONDE AL GIP

Si è avvalso della facoltà di non rispondere l’imprenditore Tommaso Brenicci, arrestato nell’ambito dell’inchiesta sugli ospedali Gaetano Pini e Galeazzi. Lui, dei sei arrestati, è l’unico ad essere finito in galera. È stato sentito a San Vittore e davanti al gip Teresa De Pascale ha scelto di non parlare. L’imprenditore, come ha spiegato il suo difensore, l’avvocato Paolo Tosoni, intende chiarire i fatti e la sua posizione ma ha bisogno di un po’ di giorni per vedere tutti gli atti d’indagine.  

Secondo la Procura ci sarebbe Brenicci al centro della corruzione dei medici e dei dirigenti ospedalieri comprati con importanti favori, grosse somme di denaro, borse di lusso e cesti con ogni prelibatezza. In cambio i medici dovevano utilizzare le protesi e i dispositivi diagnostici prodotti dall’azienda del manager, la Eon medica. Per l’accusa i medici sarebbero anche stati soci occulti di Brenicci tramite una serie di società all’estero o intestate a prestanome e, in questo modo, erano automaticamente fornitori degli ospedali stessi in cui lavoravano. 

Intanto stanno arrivando in Procura una serie di segnalazioni da parte di pazienti che sono stati curati da Calori, primario di Chirurgia ortopedica del Pini, agli arresti domiciliari. Diversi pazienti infatti ritengono di aver subito danni fisici dalle operazioni chirurgiche subite dal medico. Il primario è sospettato di aver operato a tutti i costi diversi pazienti, arrivando al punto di inventarsi urgenze per guadagnarci il più possibile. Partendo da queste accuse, dunque, l’inchiesta che al momento si concentra sull’ipotesi di corruzione potrebbe arricchirsi di un nuovo filone per lesioni ai danni dei pazienti.

 

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