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Vito Elia

La mia vita calcistica comincia là… dove Milano cercava di allungare i suoi tentacoli verso la periferia in una via a sud-est della città. Una via che comincia con una curva e finisce con una curva (Viale Ungheria). Sì al n. 7 nasco io nel freddo febbraio del ’59: pensate il primo nato nel cortile prestigioso! Un cortile enorme chiuso da 4 casermoni colorati e un rettangolo di cielo, e tra due alberi male allineati e un po’ di verde.

A soli 7 anni cominciò il mio ruolo, la mia aspirazione, volare, sospendermi nell’aria, il portiere, il numero 1 e tra prese, respinte, mi forgiai.

Però a 50 metri più in là c’era molto di più. Il cortile confinava con una società molto ambita e vincente di allora: l’A.C. MACALLESI e tra il ’68 e ’71 con Zenga e Ambu dividemmo tante battaglie.

Ma le nostre strade si divisero quasi subito. Loro due andarono all’INTER ed io al MILAN per 5 anni. Ero sempre al settimo cielo, la mia squadra del cuore, uhauuuuuuu! Giocai a S. Siro prima di un derby (novembre 1972), una settimana si e una no a fare il raccattapalle ai grandi campioni di allora (Riva, Rivera, Mazzola, Boninsegna, Albertosi).

Nel mentre però coltivavo anche un’altra passione, oltre che correre dietro a qualche ragazzina, la musica! E allora giù nelle cantine appena possibile a picchiare su tasti, corde e tamburi. Ci facevamo chiamare “I teorema” poi “Gold Tiger” e infine “Little Mens 5 ragazzi svegli” (3 anni di cover del momento e di peace and love).

Poi ci perdemmo un po’via. Finito anche il Milan, un anno alla Aldini e un rifiuto alla Nocerina, partii per il militare e col calcio giocato chiusi presto.

Solo nel 1981 comincia ad avvicinarmi come allenatore dei portieri. Girai le più importanti società dilettantistiche di Milano. E la musica? Me la suonavo e me la cantavo così in un baleno siamo a metà anni ’80; comincio a scrivere qualcosa di mio. Proposi delle cose a Mia Martini e a Mario Lavezzi senza risultati, però scrivere canzoni e testi erano per me emozioni fortissime e provai quel mondo, feci vari spettacoli, manifestazioni più o meno importanti (Girofestival, Giromike, Cantamare) mi divertivo dai!

Poi nel 1996 conobbi la bravissima Annalisa Minetti ancora in erba ma già caparbia e voce matura. Il resto è storia, vincemmo S. Remo Giovani e S. Remo 97/98. Poi ognuno per sé tranquillamente.

Tornai così ad allenare Assago, Settimo, Casorate, Novatese, Aldini, ProPatria dove il Direttore Sportivo era un certo Riccardo Guffanti oggi mio collega TV.

Poi nel 2008 casualmente entrai nel mondo TV Telelombardia, Antenna 3, Top Calcio: finalmente potevo dire qualcosa anch’io o forse a modo mio. E allora canzoni, canzoncine di Natale, sigle, siglette, conduzioni Io dico Milan e Buongiorno Lombardia, e tra un bilaterale, una moviola umana vedo il mio Milan vincere il campionato con Ibra eccezionale.

Insomma una grande famiglia per un grande Direttore dove con grande maestria e abilità riesce sempre a domare questa banda di opinionisti pazzoidi.

Comunque strafelice di stare qui.

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