Marco Signorelli

LA PARABOLA DI BALOTELLI ED EL SHAARAWY

Giovani, sorridenti e creste al vento. Immagini vecchie solo di un paio d’anni, che oggi tuttavia sembrano appartenere a un’altra epoca. Quella coppia che nelle aspettative di tifosi e dirigenti avrebbe dovuto simboleggiare il presente e il futuro dell’attacco del Milan non esiste più già da tempo, ma ora la cessione di El Shaarawy al Monaco ha cancellato anche l’ultimo residuo di quei giorni di speranza, lasciando solo qualche ricordo e tanti rimpianti.
A dire il vero il momento migliore del neo attaccante monegasco risale proprio al periodo precedente all’arrivo di Balotelli da Manchester,  poi solo delusioni, mesi senza gol e infine gli infortuni che ne hanno condizionato le ultime due stagioni, obbligandolo a trascorrere più tempo in infermeria che in campo. Anche quando ossa e muscoli non dolevano però le prestazioni erano tutt’altro che esaltanti, al punto da indurre il Milan a investire somme cospicue in attacco, e il presidente Berlusconi a consigliargli di cambiare ruolo.
Non ha avuto molta più fortuna ‘Supermario’, venduto al Liverpool dopo appena un anno e mezzo in rossonero, uscito dal giro della Nazionale dopo un Mondiale burrascoso e mai entrato nel cuore di Antonio Conte, che gli ha concesso solo qualche giorno di ritiro prima di rispedirlo Oltremanica.
Anche ad Anfield però non ha riunito molti estimatori intorno a sé, d’altronde con un solo gol in 16 presenze in Premier League era difficile. Ora la sua prima preoccupazione non è riconquistare la fiducia del suo allenatore, bensì trovare una nuova squadra, proprio come El Shaarawy, e chissà che un giorno i due non possano ritrovarsi fianco a fianco, con o senza cresta, magari con la maglia azzurra.