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16/09/2013 18:03

CASO LARRONDO, LE DUE TESI DI MILAN E TORINO

Sul caso Larrondo di Torino-Milan si scontrano due tesi opposte. Partiamo dal punto di vista granata, secondo il quale il gioco era da fermare per permettere la sostituzione di Larrondo. Ecco gli elementi che sostengono l’idea degli uomini di Ventura.

Primo: sono già passati alcuni secondi da quando il giocatore è rimasto a terra e ha segnalato l’avvenuto problema fisico.

Secondo: nel momento in cui la palla finisce in fallo laterale, l’assistente tiene alzata la bandiera per qualche istante. Ciò dovrebbe rivelare il fatto che sta comunicando all’arbitro che si debba procedere al cambio.

Terzo: una grande squadra avrebbe dovuto con eleganza fermarsi a fronte della presenza di un giocatore avversario a terra.

Quarto: la rimessa è stata battuta in maniera irregolare, perché il movimento del lancio con le mani non parte da dietro la testa.

Viceversa la tesi rossonera sostiene che sia stato corretto proseguire col gioco. Ecco gli elementi che sostengono l’idea del Milan.

Primo: l’arbitro non ha interrotto il gioco, quindi i calciatori si sono semplicemente attenuti alle decisioni arbitrali.

Secondo: negli ultimi anni tutte le squadre si sono orientate come linea guida verso una prosecuzione del gioco per evitare troppe perdite di tempo.

Terzo: nella concitazione dei minuti finali è comprensibile che gli 11 in campo non si fossero accorti dell’entità dell’infortunio di Larrondo.

Quarto: il giocatore del Torino, dopo aver avvertito il dolore aveva comunque provato a continuare.

Qual che sia la tesi giusta delle due, alla fine è certo che la decisione dell’arbitro Massa sia immutabile.

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