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01/10/2011 00:00

The Rocchi Horror Picture Show

Il Napoli, dopo un’attesa durata 17 anni, è riuscito a espugnare San Siro nerazzurra con un altisonante 3-0. Nemmeno lo squadrone degli scudetti di Armando Diego Maradona ci era riuscito, ma l’impresa partenopea stavolta è stata straordinariamente facilitata dall’arbitro Gianluca Rocchi di Firenze, che ha fatalmente indirizzato il big match sui binari degli ospiti.
Nel calcio ci sono partite senza storia, questa ne ha avute pure troppe, nella serata in cui il Napoli ha ufficialmente presentato la sua candidatura allo scudetto 2011-12. Un bel regalo all’antipaticissimo Mazzarri che proprio oggi ha tagliato il traguardo di 50 anni.
In campo, fino a cinque minuti dall’intervallo, la partita è stata equilibrata, bella e combattuta. L’Inter, che ha ritrovato Maicon, si è affidata ad un funzionale 4-3-2-1, con Pazzini assistito da Forlan e Alvarez. L’acerbo argentino dà del tu al pallone, ma difetta ancora nel cambio di passo. Il Rocchihorror picture show è partito subito: dopo essersi pentito per non aver ammonito Obi su un contatto in avvio, il signor Rocchi  ha ‘rimediato’ già nei primi dieci minuti di partita, quando il nigeriano è  intervenuto sulla palla piena nel contrastare Lavezzi. Nel primo tempo, l’unica decisione azzeccata, grazie alla vista da falco dell’assistente Romagnoli, si è rivelata l’annullamento del gol di Pazzini per un fuorigioco centimetrico. Poi il disastro, documentato da fatti specifici e non da opinioni. Il rigore concesso al Napoli non era rigore, perché la spalla di Obi si è appoggiata su Maggio almeno un metro fuori area. Sul penalty, il terzo contro l’Inter in cinque partite, calciato da Hamsik e respinto da Julio Cesar, Samuel e Nagatomo, subentrato proprio in quel momento all’acciaccato Chivu, hanno dormito sonni profondi consentendo a Campagnaro di ribattere prontamente in rete. Peccato però che al momento della battuta, fossero tutti in area di almeno un metro e, a norma di regolamento, il rigore avrebbe dovuto essere ripetuto. Innervosita da Rocchi, l’Inter ha perso letteralmente la brocca, a dimostrazione che la conduzione della gara da parte del fischietto di Firenze, al di là degli episodi, dev’essere stata vissuta male. Mai visto Julio Cesar protestare così violentemente con un direttore di gara: cartellino giallo per lui e per capitan Zanetti e, come se non bastasse, cartellino rosso a Ranieri, colpevole di aver detto a Rocchi: “sei stato inadeguato e prega Dio di non aver sbagliato nulla!” Curiosamente, il tecnico nerazzurro ha saputo di non poter rientrare in campo quand’era già negli spogliatoi.
Nella ripresa non c’è stata più partita. L’Inter, sbilanciata in avanti anche da Lucio, stabilmente a centrocampo malgrado l’inferiorità numerica, ha dovuto inchinarsi al Napoli che, avendo imparato a a gestire energia nervose e fisiche, si è affidato solo a ripartenze micidiali. Il sipario è calato dopo nemmeno un quarto d’ora, quando Mascara, subentrato all’ex Pandev, ha lanciato Maggio e Nagatomo ha balbettato in attesa dell’uscita di Julio Cesar: bravissimo l’esterno partenopeo ad a firmare il raddoppio con un mezzo pallonetto in allungo. Ma non è finita: dopo che, sempre in contropiede, Zuniga si è mangiato il 3-0 su assist di Hamsik, è stato lo stesso slovacco a non perdonare Julio Cesar sul filtrante di Lavezzi: 3-0 e tutti a casa, per la gioia di De Laurentiis in tribuna. Per Ranieri è il primo k.o. della sua gestione. Per qualcuno le dichiarazioni a fine partita di parte interista, soprattutto quelle di Moratti sono a rischio deferimento, ma vedremo fino a che punto verrano ritenute lesive della reputazione di Rocchi. Quest’ultimo, che ha diretto sotto gli occhi di Braschi, è invece a rischio di fermo, ma ormai la frittata è fatta.
Se è indubitabile che Rocchi abbia rovinato la gara, è purtroppo anche vero che questa Inter non ha più la testa per gestire situazioni complicate. Ha già perso la metà delle gare giocate ed è fatale al momento non considerarla in corsa per il titolo. Inutile ripetere all’infinito che con Mourinho, con Eto’o e con un mercato poderoso, oggi non più sostenibile, la storia sarebbe stata diversa. Questo è acclarato e rimuginare sul passato è solo fuorviante. L’Inter oggi è questa e questa dobbiamo commentare. Dopo sei anni ad altissimo livello, il declino pare inevitabile: si tratta di gestirlo nel modo migliore, al di là dei cattivi pensieri che all’Inter si voglia far pagare ancora lo scudetto 2006. Detesto le ipotesi di complotto altrui, figuriamoci se mi metto farle io. Vediamo come proseguel a stagione, prima del consueto, inutile, dibattito sulle vicende extra calcistiche di sempre.

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