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Stefano Donati

DA CALCIOPOLI A PRESCRIZIONOPOLI

All’una e un quarto di notte dopo un’attesa snervante per tutti i protagonisti, la terza sessione penale della Cassazione ha scritto la parola fine su Calciopoli dopo otto ore di dibattito e sei di camera di consiglio. Luciano Moggi è stato prescritto ma non assolto, accolta dunque la richiesta dell’accusa che nella requisitoria ha ribadito la provata associazione a delinquere finalizzata alla frode sportiva. La prescrizione è scattata anche per l’altro ex dirigente Antonio Giraudo, per l’ex designatore Pairetto e per l’ex vice presidente della Federcalcio Innocenzo Mazzini. Proscioglimento pieno invece per i due arbitri Dattilo e Bertini che avevano rinunciato alla prescrizione. Dei 37 imputati iniziali, dopo anni di processi penali e sportivi, il solo Massimo De Santis è stato condannato a 1 anno con pena sospesa. L’unico arbitro dunque insieme a Racalbuto, già prescritto in secondo grado che ieri si è visto rigettare il ricorso. Le polemiche tra colpevolisti e innocentisti possono così ripartire di slancio. Da una parte chi dice che anche l’ultimo grado di giudizio ha confermato il reato, dall’altra chi dice che per falsare un campionato non possono bastare due arbitri. La sensazione è che più che la parola fine, la Cassazione abbia scritto un nuovo inizio

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