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31/10/2011 17:14

ECCO LE CAUSE DELLA CRISI DELL'INTER

Dal post triplete l’entourage di Josè Mourinho era perfettamente consapevole del fatto che quei giocatori, eroi di tante battaglie erano giunte alla fine di un ciclo. Dopo il 22 maggio sarebbe stato necessario cambiare 7/8 giocatori, nonostante qualche addio sarebbe stato ingeneroso o impopolare, invece si è preferita la linea della gratitudine nei confronti dei giocatori, e risolvere alcune lotte intestine che si sono tradotte con la cacciata di Oriali puntando ad un mercato low cost che in due anni si è rivelato pesantemente deficitario. Perché va bene la linea giovane, ma puntare su Biabiany e Coutinho, Alvarez, Obi, Jonathan e Castaignos, non è la stessa cosa che prendere Mascherano, Sanchez, Inler ed Hernanes.

Ma non è tutto, perché l’origine della crisi è più profonda: dall’addio di Josè Mourinho all’Inter è mancata la progettualità sia per la guida tecnica che sul mercato, perché ad onor del vero dall’addio del tecnico portoghese non si è mai scelta una pista con decisione, come avvenne ad esempio con Mancini o con lo Special One. Perché Benitez arriva dopo che per un paio di settimane la società nerazzurra vaglia differenti piste e la stessa cosa avviene dopo la separazione con Leonardo. Perché dopo l’addio del brasiliano i nomi più disparati vengono accostati alla società di Corso Vittorio Emanuele, segno evidente di un momento di confusione generalizzato. Non è un caso che Moratti in persona metta in dubbio la difesa a 3 di Gasperini ( peraltro marchio di fabbrica  dell’ex allenatore del Genoa ) prima ancora che la stagione abbia inizio. Così come non è un caso che Benitez prima e Gasperini poi, si lamentino di un mercato pianificato in un modo, e concluso in un altro. Eppure Moratti ha speso e non poco in questi due anni, ma la verità è che ha speso male, proprio a causa di una mancanza di pia unificazione. Perché con i soldi sperperati in questo biennio l’Inter oggi potrebbe annoverare nelle proprie fila gente come Inler, Mascherano, Sanchez ed Hamsik, che di sicuro avrebbero evitato un crollo così verticale, dopo i fasti del recente passato, senza dimenticare il pasticcio Forlan, segno evidente di una confusione generalizzata all’interno della società, che solo Moratti può risolvere e che deve risolvere, anche in maniera dolorosa.

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  • pino longo 30/01/2012 18:38

    Sono pienamente d'accordo la progettualità è quella che all'inter è mancata dalla partenza di Mou.
    Questo perchè non c'è nessuno nella società all'altezza di progettare il futuro.
    I dirigenti hanno parlato di fair-play finanziario, di futuro fatto di giovani, abbattimento monte ingaggi ecc.
    Sono passati tre anni la squadra per 10/11 grosso modo è la stessa; i giovani in panchina o in tribuna o venduti; gli ingaggi gli stessi.
    Io sono stato sempre pro-Benitez, perchè considero un ottimo professionista con una ottima esperienza e con una grande predisposizione alla scoperta di giovani tutto quello che all'nter ci voleva.

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