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Marco Signorelli

L'INTER ASPETTA IL VERO KONDOGBIA

Giudicare un giocatore dal suo prezzo forse è riduttivo, ma se è costato 35 milioni di euro (più bonus) è lecito che tutti si aspettino da lui qualcosa di speciale.
Al tempo stesso tre giornate non bastano per far guadagnare a Geoffrey Kondogbia l’etichetta di sopravvalutato, se non quella ancora più severa di bidone. D’altronde, società e tifosi sperano che l’anno scorso il francese non sia finito per caso nella top undici della Champions League stilata dalla Uefa.
Un rendimento che in poco tempo ha modificato il suo status da quello di centrocampista quasi anonimo conosciuto solo dagli addetti ai lavori a quello di protagonista del primo derby della stagione, seppur di mercato, oggetto del desiderio di Inter e Milan venduto a peso d’oro dal Monaco.
Dalle tinte auree è anche il suo ingaggio, il più alto della rosa: tre milioni e mezzo a stagione. Dopo tanta fatica per portarlo a Milano, e l’accoglienza da fuoriclasse riservatagli dai suoi nuovi sostenitori, ci si aspettava che in breve tempo prendesse possesso del centrocampo e diventasse un punto di riferimento per tutta la formazione allenata da Mancini, un giovane Yaya Touré che magari non facesse rimpiangere l’originale rimasto a Manchester. Finora però le sue prestazioni sono state un po’ troppo timide rispetto alle aspettative, a stento raggiungono la sufficienza. L’età, 22 anni, può essere un’attenuante, inoltre non sarebbe il primo calciatore arrivato dall’estero ad avere bisogno di un periodo d’ambientamento. Ma la pazienza si sa non è la virtù più comune nel mondo del calcio.

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