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Marco Signorelli

NUOVO STADIO MILAN: PRO E CONTRO

Del nuovo stadio del Milan in zona Portello al momento esistono solo disegni, un plastico, il sì di Fondazione Fiera e poco altro. Il tutto però è sufficiente a scatenare promotori e detrattori del progetto. Da una parte c’è il partito capeggiato da Barbara Berlusconi, che sottolinea i vantaggi potenziali. Anzitutto ci sarebbero i benefici economici per la società, gli stessi di cui godono tutte le big europee padrone del proprio impianto di gioco e delle relative attività collaterali.
La stessa area, a detta dell’amministratore delegato rossonero, potrebbe svilupparsi ulteriormente grazie alla nuova struttura, che offrirebbe intrattenimento e attività non solo in occasione delle partite. Sarebbe uno stadio urbano, “Milano come Londra” proclama Barbara Berlusconi, che rimarca la volontà di incentivare il trasporto pubblico a scapito di quello privato, aspetto che tanto preoccupa i residenti. Peccato che Milano non sia Londra, dove il più giovane tra gli stadi, l’Emirates, non sorge proprio all’ombra del Big Ben, mentre quelli più centrali sono tutti ultracentenari.
Ragioni care al comitato per il no, il quale fa notare che l’area prescelta si trova lungo importanti vie di deflusso del traffico, già oggi spesso congestionato. Inoltre i parcheggi non abbondano, e il trasporto pubblico non basterebbe a soddisfare le esigenze di tutti i tifosi, molti provenienti da altre città e obbligati dunque a muoversi con la propria vettura. 
Spaventano anche i rischi per l’ordine pubblico, la possibile svalutazione immobiliare e più in generale la confusione che si creerebbe in un quartiere non sufficientemente ampio per lo scopo in questione.
Posizioni difficili da conciliare, la palla ora passa alle istituzioni.

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