STUPRO A BERGAMO, IL RACCONTO DELL’ORRORE

Le grida della giovane e lui che la bloccava a terra. E’ un racconto dell’orrore quello che emerge dai due richiedenti asilo che hanno salvato la donna vittima di una violenza all’interno della Comunità per migranti, a Fontanella, nella bergamasca.

L’aggressore, un ventenne della Sierra Leone finito in carcere con l’accusa di violenza sessuale. Un migrante, come i due soccorritori, giovani arrivati con le carrette del mare e che dal 7 agosto scorso prestano servizio all’interno del centro di accoglienza. Il presunto aggressore è in carcere. Si attende l’interrogatorio di convalida per avere la sua versione dei fatti. Intanto contro di lui le parole dei due soccorritori ma anche, e soprattutto, quelle della vittima. La giovane, 26 anni, educatrice all’interno della struttura, si trova in ospedale con una prognosi di 30 giorni. Ha raccontato di essere stata raggiunta dall’uomo mentre era in bagno. Lì è rimasta vittima della sua foga: l’ha sbattuta sul pavimento, ha tentato di baciarla. Lei ha urlato e così ha trovato la salvezza. I due immigrati l’hanno sentita e liberata dall’incubo

 

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