OMICIDIO MARILENA RE, NUOVA VERSIONE DEI FATTI DI CLERICO’

Aggredito alle spalle e picchiato dallo stesso uomo che avrebbe poi ucciso Marilena Re, la 58enne promoter di Castellanza ammazzata e decapitata lo scorso 30 luglio. E’ la settima versione dei fatti raccontata da Vito Clerico’, il 65enne di Garbagnate Milanese in carcere con l’accusa di essere l’autore del femminicidio. Nell’ultimo racconto, trascritto dalla Polizia penitenziaria di Busto Arsizio e trasmesso alla Procura, Clerico’ ha spiegato di essere stato aggredito alle spalle da un uomo nel pomeriggio antecedente la scomparsa di Marilena Rosa Re. Questo individuo, dopo averlo fatto cadere a terra colpendolo piu’ volte alle costole senza mostrarsi in volto, gli avrebbe fornito indicazioni precise su quello che sarebbe accaduto successivamente. Clerico’ ha poi raccontato che il giorno successivo quella stessa persona, di cui l’indagato ricorda solo le mani, avrebbe ucciso Marilena nel suo orto, con lui svenuto accanto. Il 65enne si sarebbe poi svegliato con addosso il cadavere decapitato della promoter. L’indagato ha chiesto di essere sottoposto agli esami radiografici per poter dimostrare l’aggressione subita. Le due pagine di racconto sono ora al vaglio degli inquirenti così come la lettera datata 22 settembre 2017 inviata al pm Rosaria Stagnaro che coordina le indagini dei Carabinieri in cui Clerico’ ha scritto :“Soffro di epilessia e quando mi capitano le crisi mi dimentico tutto. Mi sono preso la colpa perchè ero stressato e confuso”.

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