CORONA TORNA IN AULA

Un Fabrizio Corona che da una parte si dice stanco, senza più una vita, e dall’altra non smette di difendersi, con la sua solita veemenza, come quando, rivolto al pubblico ministero, arriva a dirgli: “ ma che domande sono?”. Stanco dunque ma al tempo stesso battagliero. Così l’ex re dei paparazzi è apparso in tribunale a Milano per la nuova udienza davanti ai giudizi della Sezione misure di Prevenzione. I magistrati chiamati a decidere se confiscare o meno la sua casa sequestrata, quella in via De Cristoforis a Milano, assieme a quasi 3 milioni di euro in contanti. A deporre Marco Bonato, amico dell’ex agente fotografico nonché intestatario della casa; un consulente della difesa che, tra le altre cose, ha parlato dei ricavi “in nero” di Corona e Francesca Persi, sua ex collaboratrice, che però si è avvalsa della facoltà di non rispondere. Poi è stata la sua volta. In un’udienza pubblica ma chiusa alle telecamere, completo blu, faldoni alla mano ha spiegato come la casa in questione venne acquistata senza alcuna irregolarità dalla sua società, la Fenice. Si è detto stanco: “ho 44 anni, non cerco più la ribalta mediatica”. Dichiarazioni spontanee che in alcuni punti sono apparse come una sorta di confessione: “ io oggi non ho più una vita perché l’ho sprecata tutta a lavorare”. “Lavoravo 24 ore su 24”. Un Corona dimesso che per i suoi modi arriva anche a scusarsi con il pubblico ministero Alessandra Dolci, “persona che stimo”, dice. Quei modi che in più occasioni gli hanno fatto rischiare di essere allontanato dall’aula. Un fiume in piena dunque dove non ha risparmiato commenti come: “Mps ed Etruria hanno truffato cittadini onesti e a loro non hanno sequestrato nulla”. L’11 dicembre tornerà in aula, con la solita grinta. C’è da scommetterci.

 

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