Perché Inter-Juve questa volta è Icardi-Higuain

Tifosi e critica non perdonano nessuno, ma Inter-Juventus questa volta va oltre il senso di una partita strategica dentro un campionato strategico. Il derby d’Italia arriva infatti sul più bello, e ci si dimentica dei chiaroscuri di Borja Valero, Brozovic, Candreva e Perisic da una parte così come di quelli di Alex Sandro, Khedira, Mandzukic e Dybala dall’altra.

 

Restano i punti in palio, pesanti. E i rispettivi centravanti. Mauro Icardi contro Gonzalo Higuain, e la nazionale argentina stavolta c’entra fino a un certo punto nonostante il mondiale di Russia sia ormai alle porte.

 

Uno di fronte all’altro i due numeri nove rappresenterebbero anche una staffetta generazionale. Sempre che Icardi punti come modello a essere Higuain (il più odiato in patria per lo scarso feeling con le partite più importanti) e sempre che Higuain non sia tra coloro a cui è inviso il capitano nerazzurro (per questioni con le quali il calcio c’entra poco).

 

Non c’è futuro, in questo confronto. C’è solo il presente. La Champions da non fallire per l’ennesima volta e il campionato che in casa bianconera non è consentito perdere.

 

C’è l’abitudine di Icardi contro la Juventus, dolce e spesso letale come a San Siro nella stagione scorsa nonostante Frank De Boer.

E poi c’è la disabitudine di Higuain che in casa dell’Inter non ha mai segnato nonostante i 110 gol in Serie A.

Ed ecco allora la prova dei nove.

 

Buona partita, chicos…

 

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