OMICIDIO MACCHI, PARLANO GLI AMICI DI BINDA

A tre settimane dalla sentenza che ha condannato all’ergastolo Stefano Binda per l’omicidio di Lidia Macchi, gli amici di Stefano Binda di Brebbia fanno sentire la loro voce per difendere il loro amico. “Solo indizi e nessuna prova, è stato cucito l’abito perfetto per incriminare un innocente” – dice uno dei suoi piu’ cari amici Riccardo Molinelli.

Deciso e determinato nel ribadire la sua innocenza, nonostante una condanna inflitta più di 30 anni dopo, al termine di un processo totalmente indiziario. Stefano Binda è stato condannato all’ergastolo per l’omicidio di Lidia Macchi, la studentessa varesina uccisa nei boschi di Cittiglio nel lontano gennaio 1987.

Stefano ha da sempre sostenuto di non avere nulla a che fare con il delitto, avvenuto in un contesto particolare, quello di Comunione e Liberazione, con tanti silenzi e parecchi buchi neri nell’inchiesta.

L’accusa ha portato diversi indizi di colpevolezza che hanno condotto i giudici al verdetto che probabilmente tutti attendevano, senza che ci fosse spazio per un colpo di scena.

Gli amici di Brebbia di Stefano Binda hanno sempre vissuto con discrezione questa triste vicenda, ma a questo punto, dopo una condanna per tutti loro assurda, decidono di parlare soprattutto per chi vuole trovare il colpevole di quell’efferato omicidio, non un colpevole qualsiasi.

Stefano Binda ha avuto un passato tormentato ed è stato compagno di liceo della povera Lidia. Nei giorni dell’omicidio ha sempre raccontato di non essere a Varese, ma a Pragelato in una vacanza sulla neve con gli amici di Cl. Ora, a 30 anni di distanza, quell’alibi non ha retto. Gli amici non capiscono il perché.

Binda in carcere è immerso nella lettura e punta sull’appello per cercare di far valere le sue ragioni. L’associazione magre sponde di Brebbia, di cui Binda è fondatore, si stringe attorno a lui per una verità che secondo loro non  è stata scritta. “Non c’è alcuna prova contro di lui. E’ estraneo alla vicenda e ci sono troppe cose che non sono andate in questo processo”- conclude l’amico Riccardo.

 

 

 

 

 

LASCIA UN COMMENTO

Please enter your comment!
Please enter your name here