FRANA IN VALCHIAVENNA, CHIESTO LO STATO D’EMERGENZA

Sono le 16.18 quando un boato risveglia la Valchiavenna. In pochi minuti la frana che incombeva su Gallivaggio è caduta portandosi dietro cinquemila metri cubi di materiale e una nube di polvere che ha avvolto tutta la zona.

L’area era già stata evacuata da giorni e i tecnici stavano monitorando il movimento della frana aspettando proprio il momento in cui la massa di roccia e fango avrebbe raggiunto una velocità considerevole, facendo intuire che il distacco sarebbe stato vicino. Poi, un boato e la polvere che è arrivata a coprire interamente il santuario della Madonna di Gallivaggio. Ma ora, evitato il peggio, i 1500 abitanti dei territori di Madesimo, San Giacomo Filippo e Campodolcino restano isolati. È quest’ultimo il comune che ha subito danni più ingenti: scuole chiuse, nessun medico, persone anziane o malate sole.

La zona è paralizzata e l’unica strada alternativa è un sentiero di montagna, impervio e accidentato, lungo 45 minuti di cammino. E ora che la stagione estiva è alle porte, i danni materiali si vanno ad aggiungere ai danni economici.

 

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