I CASI DI DANIELE E IUSCHRA

Lui è Francesco Potenzoni, il papà di Daniele, scomparso più di tre anni fa a Roma, durante una gita nella Capitale. L’allora 36enne, residente a Pantigliate, era stato affidato dai genitori agli infermieri del centro diurno dell’Ospedale di Melegnano. Soffriva di autismo e di una leggera schizofrenia. Il 10 giugno 2015, nella metropolitana di Roma, i responsabili lo persero di vista e da allora di lui non si sa più nulla. Un caso molto simile a quello della ragazzina 11enne autistica di Brescia scomparsa nei boschi di Cariadeghe, in Val Sabbia, a pochi chilometri da Serle. Il 19 luglio la ragazzina, assieme ad un gruppo di coetanei, sale per una gita in montagna quando all’improvviso poco prima di mezzogiorno, gli accompagnatori la perdono di vista e sparisce come inghiottita dal vaso territorio boschivo della zona. Partono immediatamente le ricerche, in pochi giorni quasi 1500 persone battono l’Altopiano giorno e notte, ma nessuna traccia della piccola Iuschra viene trovata nei boschi e nelle zone circostanti. E’ stata portata via da qualcuno? O è caduta accidentalmente in una delle tantissime grotte di origine carsica della zona? Il padre di Potenzoni ha scritto al papà di Iuschra per manifestargli solidarietà per quanto successo. Due casi che si somigliano molto, due persone con problemi autistici e affidati a qualcuno che non ha vigilato a sufficienza. Due famiglie, quelle di Daniele e Iuschra, unite nel dolore e nell’angoscia per due misteri ancora da risolvere.

 

 

 

 

 

 

 

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