Hanno chiesto di patteggiare e di mettere anche a disposizione, come parte del risarcimento, decine di bottiglie di alcolici pregiati del valore di diverse centinaia di migliaia di euro. Tutti custoditi nella loro Gintoneria di Milano. Questa la richiesta di Stefania Nobile, figlia di Wanna Marchi, e dell’ex compagno Davide Lacerenza, arrestati lo scorso 4 marzo nell’inchiesta della Guardia di finanza su un presunto giro di prostituzione e droga nel locale e nel privé La Malmaison. A fine giugno erano stati revocati a Stefania Nobile, dopo poco più di tre mesi, i domiciliari, perché la donna non è accusata di spaccio di cocaina, reato contestato a Lacerenza assieme allo sfruttamento e al favoreggiamento della prostituzione. Mentre la Nobile ha solo l’obbligo di dimora dunque, Lacerenza resta ai domiciliari. L’accordo di patteggiamento tra l’Avvocato Liborio Cataliotti e gli inquirenti milanesi prevede l’applicazione di una pena di 4 anni 8 mesi per Lacerenza e 3 anni per la Nobile, con il risarcimento di centinaia di migliaia di euro, ossia il valore delle bottiglie di champagne sequestrate. Il Riesame ha sequestrato oltre 900mila euro di beni, presunto profitto di autoriciclaggio, spiegando che la maggior parte dei guadagni di Lacerenza proveniva dalla ”messa a disposizione di ragazze e stupefacente e non certo solo di alcol”, ”l’offerta di prostitute con disponibilità di trasporto a domicilio era finalizzata a garantire che la clientela consumasse alcol”. Tra le testimonianze, quella di un cliente che avrebbe speso un milione di euro in tre anni per questo ”servizio”. Sulle istanze di patteggiamento la gip si esprimerà il 10 settembre.