Capace di intendere e di volere al momento dell’omicidio. Così viene descritto Moussa Sangare, che la notte del 30 luglio 2024 ha tolto la vita a Sharon Verzeni, mentre passeggia nel centro di Terno d’Isola. A stabilirlo, la dottoressa Giuseppina Paulillo, incaricata dalla Corte d’Assise di Bergamo di effettuare una perizia psichiatrica sul 30enne accusato dell’omicidio di Sharon.
Sangare, residente a Suisio in provincia di Bergamo, secondo la perizia soffre di un disturbo di personalità di tipo narcisistico e antisociale, una caratteristica che però non influirebbe sulla sua lucidità. L’imputato, che aveva confessato il delitto per ben tre volte, ha successivamente ritrattato, raccontando di non essere stato lui a togliere la vita a Sharon, nonostante le telecamere di Terno d’Isola lo riprendano nei momenti precedenti e successivi al delitto nelle vicinanze, abbia nascosto coltelli e abiti nell’Adda e abbia modificato la bicicletta, sporca di sangue. L’assenza di rimorsi ed empatia, sono stati evidenziati nella perizia, le cui conclusioni saranno discusse in udienza il 22 settembre alla presenza delle parti