
Due denunce, a distanza di mesi. Le vittime hanno 19 e 20 anni, frequentano i locali milanesi, non si conoscono, ma entrambe raccontano la stessa terribile storia. Luomo che denunciano è sempre lui: un 35enne di origine senegalese, conosciuto nella movida milanese perché lavora in alcuni dei locali di Brera e Garibaldi. Le due giovani, raccontano di aver parlato con lui durante la serata, poi ricordi sempre più confusi e il risveglio a casa delluomo, a Sesto San Giovanni. A prova della loro testimonianza, le analisi della clinica Mangiagalli, allegate alle querele. Nel loro corpo viene individuata una sostanza chimica legale, ma di fatto stupefacente, una droga dello stupro incolore, dunque facilmente somministrabile alla vittima senza il suo consenso. Ancora da accertare se luomo, nei locali, lavorasse esclusivamente come addetto alla sicurezza.
Il 35enne è stato condotto in carcere, perché la sostanza è stata trovata anche nella sua abitazione di Sesto San Giovanni, nel frattempo continua il lavoro della Procura di Monza, per verificare quanto riferito dalle ragazze e per individuare eventuali vittime incontrate in altri locali.
Il 35enne è stato condotto in carcere, perché la sostanza è stata trovata anche nella sua abitazione di Sesto San Giovanni, nel frattempo continua il lavoro della Procura di Monza, per verificare quanto riferito dalle ragazze e per individuare eventuali vittime incontrate in altri locali.





