Provenire da Rozzano non può essere un’attenuante. E’ quanto scritto nelle motivazioni della sentenza che ha portato Daniele Rezza a 27 anni di carcere. Il giovane è accusato di aver ucciso Manuel Mastrapasqua, il 31enne assassinato la sera dell’11 ottobre scorso mentre tornava da un turno serale di lavoro. Una rapina per un paio di cuffiette da 14 euro. Per i giudici il fatto che Daniele Rezza, 19 anni, sia cresciuto in un contesto difficile non può valere per il riconoscimento delle attenuanti generiche perché, si legge nelle carte, saremmo di fronte a “ un odioso pregiudizio in base al quale tutti gli abitanti del comune di Rozzano sarebbero maggiormente inclini alla delinquenza e, di conseguenza, dovrebbero godere di un trattamento sanzionatorio favorevole”. Una versione che va contro alle richieste fatte dal pm che durante il processo, nella requisitoria, aveva puntato a una condanna a 20 anni, sette in meno di quelle inflitte poi in Primo grado dalla Corte d’Assise di Milano.