
Un tirapugni di acciaio di 10 centimetri, un martelletto, una bottiglia di vodka. Non è esattamente quello che ci si aspetterebbe di trovare nelle borse di ragazze di 16 e 17 anni, ma è ciò che la baby gang al femminile della Darsena portava con sé. Quattro ragazze, una sedicenne, due 17enni e una 18enne, si trovano, come molti coetanei in zona Navigli. La gang decide di sottrarre un paio di cuffiette dalla tasca di un ragazzo di 15 anni. Lui le rintraccia tramite il sistema di geolocalizzazione del cellulare e il segnale lo conduce fino ai gradoni di viale dAnnunzio. Le cuffiette si trovano nello zaino di una 17enne che rompe una bottiglia di birra contro un muro e punta il coccio di vetro contro di lui prima di colpirlo con calci e pugni e darsi alla fuga. Il 15enne chiama quindi il 112, una volante lo raggiunge e con lui cerca la baby gang al femminile. Le ragazze, sorprese dalle Forze dellOrdine, reagiscono con calci, pugni, spintoni e insulti. Lanciano le cuffiette verso il naviglio. Una volta bloccate le giovani sono state condotte nel carcere Beccaria arrestate per rapina in concorso e resistenza a pubblico ufficiale. La 18enne, per gli stessi reati è stata indagata a piede libero, mentre la 16enne dovrà rispondere del possesso di un martelletto frangivetro e una 17enne del tirapugni in acciaio. Rapine e violenza come forme di autoaffermazione, con storie simili che si ripetono nelle zone della movida ogni fine settimana. Le vittime: coetanei o ragazzi più giovani, come un 14enne che ha raccontato di essere stato accerchiato da dieci ragazzi e derubato di giubbotto e auricolari poche ore dopo lepisodio della baby gang al femminile. Fermati alcuni dei responsabili: due quattordicenni, un quindicenne e un diciassettenne, tutti egiziani, denunciati per rapina in concorso. Con loro, non imputabile, anche un 12enne.





