Concluse le verifiche da parte dei carabinieri del Nas. La loro relazione e quella della Squadra mobile sono state portate in Procura insieme ai documenti dell’Ispettorato del lavoro. Tutto confluisce nel fascicolo modello 45 aperto dalla Procura di Milano per far luce sulle criticità organizzative riscontrate nel fine settimana tra il 6 e l’8 dicembre nel reparto di cure intensive del San Raffaele di Milano. La procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano ha aperto un’inchiesta affidata al pm Paolo Filippini, senza ipotesi di reato né indagati. Verifiche necessarie dopo la segnalazione dei sindacati con una denuncia a firma della coordinatrice della Rappresentanza sindacale unitaria (Rsu) dell’ospedale San Raffaele di Milano, che ha segnalato ‘’il grave pericolo in cui si trovano i pazienti ricoverati’’ allegando una serie di mail inviate dai medici della Medicina alta intensità, admission room, cure intensive e direzione sanitaria. Al terzo piano della sezione iceberg, dove operavano infermieri di una cooperativa lucana, nella notte tra il 6 e il 7 dicembre sarebbero stati commessi errori gravi circa la somministrazione dei farmaci, la difficoltà nel seguire le procedure standard e persino comunicare con medici e pazienti. Il cda del Gruppo San Donato, a seguito delle segnalazioni, si è riunito d’urgenza votando la revoca dell’incarico all’amministratore Francesco Galli, già dimesso nel frattempo. Ora, il padiglione iceberg, dovrebbe essere riorganizzato con la divisione di admission room e medicina ad alta intensità. Non solo l’inchiesta conoscitiva della Procura, anche la regione prosegue con i controlli Ats, da cui sono emerse già conferme dei racconti di medici, pazienti e sindacati.