Fermo preventivo e scudo penale. Dopo l’approvazione del Consiglio dei ministri, nel pacchetto entrano in vigore anche le due misure più controverse in tema di sicurezza. L’accompagnamento in questura fino a 12 ore. Il cosiddetto “fermo preventivo”, la possibilità per le forze dell’ordine di trattenere temporaneamente e per non più di 12 ore “ soggetti ritenuti pericolosi per l’ordine pubblico”. Una procedura d’urgenza introdotta dopo i disordini di Torino e le tensioni a Milano. Più che di un fermo, nella norma, si parla di un “accompagnamento presso gli uffici di pubblica sicurezza per prevenire condotte di pericolo in occasione di manifestazioni pubbliche”. Del provvedimento dovrà comunque essere informato il pm che, se non ne riconosce le circostanze, potrà ordinarne il rilascio. Si potrà eseguire in caso di eventi particolarmente sensibili: scioperi, manifestazioni e cortei.
Lo scudo penale: anche se il ministro della Giustizia Nordio ha chiesto di non chiamarlo più così. Dopo le polemiche e l’ipotesi di incostituzionalità sollevata dal Capo dello Stato, non sarà solo a tutela degli agenti ma di tutti i cittadini. Non ci sarà più l’iscrizione automatica nel registro degli indagati ma solo di fronte a “una causa di giustificazione”, ovvero legittima difesa, uso legittimo di un’urna o l’adempimento di un dovere, come può essere il caso di un medico accusato di errore. Nel decreto legge, anche le garanzie di assistenza legale per POLIZIA, FORZE ARMATE E VIGILI DEL FUOCO. Di fronte all’iscrizione nel registro degli indagati di un appartenente a questi corpi lo Stato pagherà le spese legali fin dalla fase delle indagini preliminari.