Ancora due domeniche di sfilate per il centro di Crema, con carri creati dalle mani e dalla fantasia dei volontari che regalano a grandi e piccini momenti di spensieratezza nella tradizione. E’ tornato il Gran Carnevale Cremasco, giunto alla sua 38esima edizione. Tanti gli ospiti dalla Lombardia e dal mondo, con balli, musica e carri. I carri allegorici in gara sono cinque. Ai-guana, un’iguana gigante immersa nella foresta pluviale. Si erge a difesa del mondo reale combattendo quello virtuale. L’esercito dei selfie, carro che rappresenta alcune figure assorbite dai propri cellulari. Una dipendenza che non riguarda più solo i ragazzi, anche gli adulti socializzano sempre meno. Da un grande televisore anni 60 esce uno Yellow Submarine, per celebrare i 60 anni di uno dei brani più famosi dei Beatles. La fantasia che supera la tecnologia è al centro di questa edizione del carnevale con Sogna ragazzo sogna, titolo di una canzone di Roberto Vecchioni e anche del carro che ritrae un bambino durante la lettura. We Are Revolution è un messaggio di pace, con una colomba posta sul cannone e uno scheletro militare dentro una foresta. Un’esortazione alla ribellione per cambiare la storia. Non solo il classico carro cremasco, con il torrazzo alle spalle del grande Gagèt, quest’anno la storica figura cremasca si dà anche allo sci con il carro dedicato alle Olimpiadi Milano-Cortina 2026. Il Gagèt col so uchèt, è la tipica maschera cremasca, rappresenta un contadino vestito a festa che porta un’oca in un cesto, simbolo della tradizione rurale e contadina che si recava in città. Fazzoletto bianco e rosso, coccarda con i colori di Crema, bastone e un’oca viva in un cesto di vimini, immancabili anche sulla neve.