
Dodici anni di reclusione per Harouna Sangare, il 25enne originario del Mali che 30 agosto 2025 ha sorpreso la 18enne nel sottopassaggio della stazione di San Zenone al Lambro, nel Milanese. Secondo le ricostruzioni la vittima stava raggiungendo di corsa la stazione per prendere lultimo treno delle 23.04 diretto a Milano quando il 25enne lavrebbe assalita, trascinata nel boschetto vicino, minacciata e sottoposta a sevizie per oltre mezzora, allontanandosi e poi e facendo perdere le proprie tracce. Poi Sangare, sposato e con figli, si era recato, come se nulla fosse accaduto, nel centro di accoglienza di San Zenone al Lambro per sostituire un collega in cucina. Luomo infatti era un aiuto cuoco alla Casa della solidarietà di via Saponaro a Milano, ma si trovava nellhinterland per aiutare la casa di solidarietà Papa Francesco. La struttura si trova a meno di un chilometro dal luogo dellaggressione e le indagini sono partite da lì, considerando anche le immagini delle telecamere di videosorveglianza che inquadravano un uomo nel buio, dirigersi proprio alla struttura in orari compatibili con quelli dellaggressione. La conferma della responsabilità di Sangare arriva 11 giorni dopo, con lesito delle analisi del dna prelevato sulla vittima e comparato con quello di tutti i presenti nel centro accoglienza. Durante il procedimento Sangare ha chiesto scusa alla giovane vittima, inviandole una lettera e del denaro. Il giudice lodigiano ha inflitto la pena massima prevista dalla legge, 12 anni di reclusione per violenza sessuale e lesioni in abbreviato, formula che consente lo sconto di un terzo della pena. Il giudice ha disposto anche che luomo venga espulso dallItalia una volta scontata la pena.





